Natale
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
[Natale - Giuseppe Ungaretti]
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lunedì 6 aprile 2009
venerdì 14 settembre 2007
Venghino siori, venghino...
Ho preso il tappeto rosso, quello lungo sei metri, l'ho spolverato, l'ho anche lavato, e te l'ho steso davanti ai piedi... e ora cosa vuoi? Vuoi fare un giro sulla giostrina delle meraviglie? Allora paghi il biglietto, non il ridotto, no, non sei un bambino... mi raccomando prendi anche la scimmietta... in palio per te ricchi premi e cotillons!
Poi mi prometti che non piangi più? Mi prometti che non fai i capricci? Mi prometti che questa volta esci dalla porta? No, non quella da dove sei entrato, devi uscire da quella principale... quella grande, là in fondo... la vedi? Bravo!
Però la giostrina adesso è chiusa e non posso mica aprirla solo per te, torna quando è aperta, quando senti la musichina e vedi le lucine colorate...
Ma attento, non si ferma a lungo...
Poi mi prometti che non piangi più? Mi prometti che non fai i capricci? Mi prometti che questa volta esci dalla porta? No, non quella da dove sei entrato, devi uscire da quella principale... quella grande, là in fondo... la vedi? Bravo!
Però la giostrina adesso è chiusa e non posso mica aprirla solo per te, torna quando è aperta, quando senti la musichina e vedi le lucine colorate...
Ma attento, non si ferma a lungo...
martedì 24 luglio 2007
Frase del giorno!
Ti farò pentire di essere nata!
(No, ma grazie eh...)
(No, ma grazie eh...)
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La Risposta,
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lunedì 16 luglio 2007
Scusa, sei italiana?
Ore 20.50, parco di Villa Casati, un ragazzo biondo, chiaramente straniero, 19 anni circa, alto, molto abbronzato, pantaloncini blu, magliettina arancione e lettore mp3 mi passa davanti squadrandomi dalla testa ai piedi, facendo attenzione a non farsi notare, mentre io ero intenta a guardare un gruppo di ultrasessantenni ballare il liscio accompagnati da un'orchestrina.
Verrebbe da pensare "caspita quanta vita..." e invece no! Di vita ce n'era tanta, erano tutti insieme con il sorriso stampato sul volto e tanta voglia di divertirsi, di ballare, di stare insieme, c'era da star bene anche solo a guardarli, strappavano sorrisi e emanavano gioia di vivere a più non posso.
Ciò mancava al gruppetto di ragazzini, età media 15 anni, appena fuori dal parco, sigaretta in bocca, "buttati" sulle "similpanchine" in cemento(?)!
Ma torniamo al biondino... Mi passa ancora davanti, ad un certo punto si ferma, mi guarda dritto negli occhi e mi chiede timidamente: "Scusa, sei italiana?"
La mia risposta non poteva che essere "Sì!" e così risposi, al che lui replicò con evidente imbarazzo per la domanda fatta "Scusa, pensavo non fossi iataliana... scusami!" ed io, tranquillizzandolo e sorridendo, confermai la mia "italianità" e gli precisai che non era un problema la sua domanda. Mi chiese, poi, se avessi visto qualche ragazza/o ucraina/o o rumena/o, gli risposi di no e andò via salutando e ringraziando.
*Rewind*
Poco prima mi passò davanti, in bicicletta, anche uno di quei ragazzi "buttati" sulla "similpanchina": sguardo assente, biondo anche lui, capelli lunghi mossi, pantaloncini beige, maglietta arancione anche lui (pare che quest'anno l'arancione vada per la maggiore) espressione tipo "ho-costruito-da-solo-un-grattacielo-in-un-giorno-e-sono-stanco-morto", sciatto nel "cavalcare" la sua bici e preceduto da una ragazzina che probabilmente era la sua "morosa"(?).
Anche lui mi guarda, limitandosi però a guardare poppe e sigarette che avevo in mano (le sigarette dico...) e gli si leggeva chiaro in faccia che mirava... no, non tanto alle poppe, ma proprio alle sigarette! Si avvicina anche lui e mi chiede: "scusa, ce l'hai un accendino?" gli rispondo di si, glielo porgo, accende la sua sigaretta, ringrazia a malapena con un filo di voce e si allontana borbottando qualcosa che somiglia vagamente a un "ciao" senza nemmeno guardarmi in faccia.
Lo stesso ragazzo dieci minuti dopo sputacchiava a destra e a manca senza contegno perchè, probabilmente, aveva un moscerino in bocca.
*Precisazioni*
Io sono italianissima, anche se c'è da dire che i lineamenti del mio volto, a quanto pare, possono trarre facilmente in inganno, infatti non è la prima volta che mi si chiede se sono italiana:
- a 6 anni mi dicevano che avevo i lineamenti asiatici (cinesi per l'esattezza)
- a 17 anni mi dicevano che avevo i lineamenti arabi
- a 18 anni il mio vicino di casa, che mi ha vista crescere, mi scambiò per una brasiliana
- a 19 anni chiedevano al mio fidanzato se fossi ucraina (rieccolo)
- a 20-21 anni piacevo tanto ai marocchini e agli egiziani (probabilmente avevo i lineamenti marocchino-egiziani)
In pratica mi hanno attribuito diverse nazionalità, quindi ci starebbe anche la domanda "scusa, sei italiana?"
Ma il punto su cui vorrei soffermarmi è l'atteggiamento, così diverso, dei due ragazzi con i quali ho avuto un "contatto diretto", se tale si può definire un breve, seppur insignificante, dialogo.
*Conclusioni?*
Fate un po' voi!
Io preferisco di gran lunga "scusa, sei italiana?" alle sputacchiate senza contegno e alle parole borbottate.
Verrebbe da pensare "caspita quanta vita..." e invece no! Di vita ce n'era tanta, erano tutti insieme con il sorriso stampato sul volto e tanta voglia di divertirsi, di ballare, di stare insieme, c'era da star bene anche solo a guardarli, strappavano sorrisi e emanavano gioia di vivere a più non posso.
Ciò mancava al gruppetto di ragazzini, età media 15 anni, appena fuori dal parco, sigaretta in bocca, "buttati" sulle "similpanchine" in cemento(?)!
Ma torniamo al biondino... Mi passa ancora davanti, ad un certo punto si ferma, mi guarda dritto negli occhi e mi chiede timidamente: "Scusa, sei italiana?"
La mia risposta non poteva che essere "Sì!" e così risposi, al che lui replicò con evidente imbarazzo per la domanda fatta "Scusa, pensavo non fossi iataliana... scusami!" ed io, tranquillizzandolo e sorridendo, confermai la mia "italianità" e gli precisai che non era un problema la sua domanda. Mi chiese, poi, se avessi visto qualche ragazza/o ucraina/o o rumena/o, gli risposi di no e andò via salutando e ringraziando.
*Rewind*
Poco prima mi passò davanti, in bicicletta, anche uno di quei ragazzi "buttati" sulla "similpanchina": sguardo assente, biondo anche lui, capelli lunghi mossi, pantaloncini beige, maglietta arancione anche lui (pare che quest'anno l'arancione vada per la maggiore) espressione tipo "ho-costruito-da-solo-un-grattacielo-in-un-giorno-e-sono-stanco-morto", sciatto nel "cavalcare" la sua bici e preceduto da una ragazzina che probabilmente era la sua "morosa"(?).
Anche lui mi guarda, limitandosi però a guardare poppe e sigarette che avevo in mano (le sigarette dico...) e gli si leggeva chiaro in faccia che mirava... no, non tanto alle poppe, ma proprio alle sigarette! Si avvicina anche lui e mi chiede: "scusa, ce l'hai un accendino?" gli rispondo di si, glielo porgo, accende la sua sigaretta, ringrazia a malapena con un filo di voce e si allontana borbottando qualcosa che somiglia vagamente a un "ciao" senza nemmeno guardarmi in faccia.
Lo stesso ragazzo dieci minuti dopo sputacchiava a destra e a manca senza contegno perchè, probabilmente, aveva un moscerino in bocca.
*Precisazioni*
Io sono italianissima, anche se c'è da dire che i lineamenti del mio volto, a quanto pare, possono trarre facilmente in inganno, infatti non è la prima volta che mi si chiede se sono italiana:
- a 6 anni mi dicevano che avevo i lineamenti asiatici (cinesi per l'esattezza)
- a 17 anni mi dicevano che avevo i lineamenti arabi
- a 18 anni il mio vicino di casa, che mi ha vista crescere, mi scambiò per una brasiliana
- a 19 anni chiedevano al mio fidanzato se fossi ucraina (rieccolo)
- a 20-21 anni piacevo tanto ai marocchini e agli egiziani (probabilmente avevo i lineamenti marocchino-egiziani)
In pratica mi hanno attribuito diverse nazionalità, quindi ci starebbe anche la domanda "scusa, sei italiana?"
Ma il punto su cui vorrei soffermarmi è l'atteggiamento, così diverso, dei due ragazzi con i quali ho avuto un "contatto diretto", se tale si può definire un breve, seppur insignificante, dialogo.
*Conclusioni?*
Fate un po' voi!
Io preferisco di gran lunga "scusa, sei italiana?" alle sputacchiate senza contegno e alle parole borbottate.
domenica 17 giugno 2007
Tanti auguri a te!
Premessa: non amo in modo particolare le feste di compleanno, faccio fatica a festeggiare il mio con mamma, papà e sorella, figuriamoci quello degli altri... soprattutto quando gli invitati sono più di 2 e quando vengo praticamente costretta ad esser presente. Sono più per i "Tête à tête - Vis à vis - Face to face"!
Detto ciò, sono stata invitata ad una festa di compleanno, un 50esimo... Mezzo secolo di vita e tanti auguri al festeggiato! Persona squisita tra l'altro, ma quando sono arrivata alla festicciola-cocktail-rinfresco (chiamatelo come vi pare) mi sentivo terribilmente fuori luogo, non amo i posti affollati e anche se gli invitati non erano molti, circa 20, per me quello era un posto affollatissimo.
Arrivo, auguri, regali e si inizia "dai prendi questo... dai prendi quello..." e prendo questo e quello per far felice il festeggiato, sorrisi di circostanza, presentazioni, "lei è... lui è il fidanzato di... l'altra è l'amica di..." e robe del genere. Si tirano fuori i soliti discorsi che fan ridere l'interlocutore, risatine, bimbi che giocano in giardino, abbracci, strette di mano... ad un certo punto mi accorgo che un paio di invitati non staccano gli occhi dalle mie "poppe" come se queste dovessero scappare da un momento all'altro e loro son lì pronti a recuperarle... non vedo l'ora che arrivi sta torta, non ne posso già più e sarà passata si e no un'ora... checchè se ne dica, non sono poi così esibizionista (frecciatina!). Intanto continuo a chiacchierare con l'invitato di turno che penso di conoscere perchè ne ho sentito parlare miliardi di volte e invece, come al sollito, niente coincide... Fumo una sigaretta, tanto siamo all'aperto e gli altri fumano, quindi ne accendo una anche io, cerco di allontanarmi, con la scusa che "sai... sto fumando... non vorrei dar noia agli altri..." (BALLE... in realtà vado più in là per sentirmi più a mio agio!) ma rimango comunque "nella festa".
Finalmente arriva la torta e si ricomincia con i riti: candeline, auguri, applausi, spumante, fetta di torta, dolcini, brindisi e la situazione... precipita! Ho un terribile mal di testa e mi sforzo di essere loquace anche gli ultimi minuti della festa... ci riesco! Ok, bene direi che può bastare, posso trovare la scusa per andar via, tanto sono tutti contenti e in fondo ho fatto il mio "dovere di invitata", poi è sabato e non sono l'unica a dover andare via... Ottimo! Mi avvicino al festeggiato, con molta "nonchalance" rinnovo gli auguri e lo saluto, fortunatamente mi risparmia l'imbarazzo del "dai rimani ancora un po'..." sostituendolo con un "va bene, son già molto contento del fatto che tu sia venuta..." chiudo con un "ma figurati, è stato un piacere..." sorriso, bacio, abbraccio, saluto tutti e vado via...
Finalmente libera! Torno a sentirmi bene, ma il mal di testa non sembra passare, quindi addio sabato sera (e non mi dispiace per nulla!). Arrivo a casa, tolgo il tacco, via l'impalcatura, via il trucco, via tutto e finalmente mi rilasso... telefono ai miei, chiacchiero con il papy che stasera è rimasto a casa da solo, mi rasserena un po' e come per magia il mal di testa si allevia! Ma son stanca e me ne starò lo stesso a casa, magari guardo un film o finisco di leggere l'ultimo della Kinsella... Boh... Vedremo!
Spengo tutto e mi godo "la mia casina..."
Detto ciò, sono stata invitata ad una festa di compleanno, un 50esimo... Mezzo secolo di vita e tanti auguri al festeggiato! Persona squisita tra l'altro, ma quando sono arrivata alla festicciola-cocktail-rinfresco (chiamatelo come vi pare) mi sentivo terribilmente fuori luogo, non amo i posti affollati e anche se gli invitati non erano molti, circa 20, per me quello era un posto affollatissimo.
Arrivo, auguri, regali e si inizia "dai prendi questo... dai prendi quello..." e prendo questo e quello per far felice il festeggiato, sorrisi di circostanza, presentazioni, "lei è... lui è il fidanzato di... l'altra è l'amica di..." e robe del genere. Si tirano fuori i soliti discorsi che fan ridere l'interlocutore, risatine, bimbi che giocano in giardino, abbracci, strette di mano... ad un certo punto mi accorgo che un paio di invitati non staccano gli occhi dalle mie "poppe" come se queste dovessero scappare da un momento all'altro e loro son lì pronti a recuperarle... non vedo l'ora che arrivi sta torta, non ne posso già più e sarà passata si e no un'ora... checchè se ne dica, non sono poi così esibizionista (frecciatina!). Intanto continuo a chiacchierare con l'invitato di turno che penso di conoscere perchè ne ho sentito parlare miliardi di volte e invece, come al sollito, niente coincide... Fumo una sigaretta, tanto siamo all'aperto e gli altri fumano, quindi ne accendo una anche io, cerco di allontanarmi, con la scusa che "sai... sto fumando... non vorrei dar noia agli altri..." (BALLE... in realtà vado più in là per sentirmi più a mio agio!) ma rimango comunque "nella festa".
Finalmente arriva la torta e si ricomincia con i riti: candeline, auguri, applausi, spumante, fetta di torta, dolcini, brindisi e la situazione... precipita! Ho un terribile mal di testa e mi sforzo di essere loquace anche gli ultimi minuti della festa... ci riesco! Ok, bene direi che può bastare, posso trovare la scusa per andar via, tanto sono tutti contenti e in fondo ho fatto il mio "dovere di invitata", poi è sabato e non sono l'unica a dover andare via... Ottimo! Mi avvicino al festeggiato, con molta "nonchalance" rinnovo gli auguri e lo saluto, fortunatamente mi risparmia l'imbarazzo del "dai rimani ancora un po'..." sostituendolo con un "va bene, son già molto contento del fatto che tu sia venuta..." chiudo con un "ma figurati, è stato un piacere..." sorriso, bacio, abbraccio, saluto tutti e vado via...
Finalmente libera! Torno a sentirmi bene, ma il mal di testa non sembra passare, quindi addio sabato sera (e non mi dispiace per nulla!). Arrivo a casa, tolgo il tacco, via l'impalcatura, via il trucco, via tutto e finalmente mi rilasso... telefono ai miei, chiacchiero con il papy che stasera è rimasto a casa da solo, mi rasserena un po' e come per magia il mal di testa si allevia! Ma son stanca e me ne starò lo stesso a casa, magari guardo un film o finisco di leggere l'ultimo della Kinsella... Boh... Vedremo!
Spengo tutto e mi godo "la mia casina..."
venerdì 1 giugno 2007
Thinking About...
Arrivi stanca a casa la sera, mangi qualcosa al volo, ti infili sotto la doccia, hai voglia di Sting, di when we dance, di due parole sincere e con i capelli ancora un po' bagnati ti siedi davanti al pc, apri Outlook, ma non c'è niente di importante per te, apri messenger ma non ti va di rompere le scatole a nessuno, vorresti chiamare qualcuno, ma spegni il telefono, hai voglia di una serata tutta tua, ma non come le solite sere, una un po' diversa... spegni le luci, accendi quella candela profumata al muschio bianco, fingi di non esserci, sei offline per tutti e per nessuno.
Vai di là, su quel divano che una volta ti stringeva in un caldo abbraccio, accendi lo stereo e metti quel cd che ti piace tanto, quello fatto da te, hai scelto con cura quei brani, quelli che ti fanno stare bene anche se c'è un velo di malinconia che non riesci a spiegare. Non vuoi liberartene e mentre ascolti quel cantante che sembra cantare di te, del tuo passato simile a quello di tanti altri, soffochi un singhiozzo, ti versi da bere, e ricominci a pensare... ma quello che pensi è solo "Non arrenderti...", senti una lacrima scendere piano sul tuo volto e ti rannicchi sul divano come facevi da bambina quando avevi paura, allora non vuoi più pensare, prendi il libro che stai finendo di leggere, anche quello sembra parlare di te e la tua mente non si ferma, continua ad andare per la sua strada, quella strada che ti ostini a non voler seguire, sembra tutto programmato...
Tutti si aspettano qualcosa da te, un sorriso quando proprio non ce la fai a sorridere, una parola dolce quando invece sei tu ad averne bisogno, una reazione che non vuoi e non puoi accettare, un atteggiamento che non ti appartiene...
Tu sei così, sei triste e allegra allo stesso tempo, sei dolce e amara, sei la precisione e l'ambiguità, sei forte e debole, sei tu e non sei più tu.
Sei sempre al solito bivio: prendere o lasciare, ma non vuoi lasciare, hai lasciato troppe cose e non vuoi prendere perchè sai che non è prendendo che riuscirai a capire cosa vuoi davvero...
Hai bisogno di capire, devi sempre trovare una spiegazione razionale a tutto anche quando il tutto è niente. Anche quando dici "NO" perchè pensi sia giusto così, rimugini, ritiri fuori ciò che pensavi di aver nascosto bene e stai lì ore e ore a chiederti il perchè di quel no.
Ormai lo dici spesso, ti sei abituata a quella risposta proprio quando credevi di non esserne capace.
La testa inizia a pesare, gli occhi che bruciano iniziano a chiudersi, lasci scivolare il libro, lasci cantare il tuo passato, poggi la testa, speri che il suo peso diventi più leggero o almeno più sopportabile e ti abbandoni a te stessa perchè sai che è la cosa giusta da fare.
Ti risvegli, ti rimbocchi le maniche e vai avanti perchè hai ancora tanto da fare e da dare e non puoi fermarti proprio adesso, sai che non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima, ma nonostante tutto tu ci sei ancora e anche questa volta sei tu a darti lo schiaffo, il calcio, la spinta, a fissare i tuoi occhi e vedere ancora quella luce che ami così tanto.
Non sei solo Tu ad aver bisogno degli Altri... anche gli Altri hanno bisogno di Te.
Vai di là, su quel divano che una volta ti stringeva in un caldo abbraccio, accendi lo stereo e metti quel cd che ti piace tanto, quello fatto da te, hai scelto con cura quei brani, quelli che ti fanno stare bene anche se c'è un velo di malinconia che non riesci a spiegare. Non vuoi liberartene e mentre ascolti quel cantante che sembra cantare di te, del tuo passato simile a quello di tanti altri, soffochi un singhiozzo, ti versi da bere, e ricominci a pensare... ma quello che pensi è solo "Non arrenderti...", senti una lacrima scendere piano sul tuo volto e ti rannicchi sul divano come facevi da bambina quando avevi paura, allora non vuoi più pensare, prendi il libro che stai finendo di leggere, anche quello sembra parlare di te e la tua mente non si ferma, continua ad andare per la sua strada, quella strada che ti ostini a non voler seguire, sembra tutto programmato...
Tutti si aspettano qualcosa da te, un sorriso quando proprio non ce la fai a sorridere, una parola dolce quando invece sei tu ad averne bisogno, una reazione che non vuoi e non puoi accettare, un atteggiamento che non ti appartiene...
Tu sei così, sei triste e allegra allo stesso tempo, sei dolce e amara, sei la precisione e l'ambiguità, sei forte e debole, sei tu e non sei più tu.
Sei sempre al solito bivio: prendere o lasciare, ma non vuoi lasciare, hai lasciato troppe cose e non vuoi prendere perchè sai che non è prendendo che riuscirai a capire cosa vuoi davvero...
Hai bisogno di capire, devi sempre trovare una spiegazione razionale a tutto anche quando il tutto è niente. Anche quando dici "NO" perchè pensi sia giusto così, rimugini, ritiri fuori ciò che pensavi di aver nascosto bene e stai lì ore e ore a chiederti il perchè di quel no.
Ormai lo dici spesso, ti sei abituata a quella risposta proprio quando credevi di non esserne capace.
La testa inizia a pesare, gli occhi che bruciano iniziano a chiudersi, lasci scivolare il libro, lasci cantare il tuo passato, poggi la testa, speri che il suo peso diventi più leggero o almeno più sopportabile e ti abbandoni a te stessa perchè sai che è la cosa giusta da fare.
Ti risvegli, ti rimbocchi le maniche e vai avanti perchè hai ancora tanto da fare e da dare e non puoi fermarti proprio adesso, sai che non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima, ma nonostante tutto tu ci sei ancora e anche questa volta sei tu a darti lo schiaffo, il calcio, la spinta, a fissare i tuoi occhi e vedere ancora quella luce che ami così tanto.
Non sei solo Tu ad aver bisogno degli Altri... anche gli Altri hanno bisogno di Te.
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