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domenica 15 luglio 2007
venerdì 6 luglio 2007
Lettera a un amore finito
Un amore finisce com'è cominciato, con una domanda alla quale non si sa dare una risposta:
all'inizio è "Mi sono innamorato di te?" e alla fine è "Ti amo ancora?"
La risposta alla prima domanda è "Sì", se ci domandiamo se siamo innamorati di una persona conosciuta da poco significa che lo siamo almeno un poco, ma se dopo un anno o venti cominciamo a domandarci "L'amo ancora?" la risposta è quasi certamente "No".
Perchè quando si ama non si fanno domande, si vive. Le domande presuppongono un dubbio e il dubbio mal s'accorda con l'amore. L'amore per essere tale è incondizionato, perdona tutto all'amato, fino alla follia. L'amore condizionato è il tipico rapporto a due di oggi in quel confine fra affetto ed interessi, è quasi sempre promiscuo, incerto e facilmente espugnabile da un terzo... ossia l'amato.
Lo so, lo so, vi state domandando per chi sto facendo l'Alberoni della situazione, per una donna fratelli, ovviamente... e non ne farò più il nome. Una donna che mi ha scritto a voce alta domandandosi se mi amava ancora:
No tesoro, No amore, tu stai amando sempre di più te stessa e sempre meno quest'uomo che muore. Ti capisco, nulla allontana di più che la sofferenza altrui, niente crea un vuoto altrettanto vasto che l'isolamento, la sconfitta o la malattia intorno a chi come il sottoscritto sta subendo un conto alla rovescia sulla propria testa. Ma chiamandoti per l'ultima volta AMORE, anch'io che ti sono stato così fedele mi distacco da te con tutta l'energia rimasta, poca, quella appena sufficiente a dare un colpo di coda.
Lo so cara, avresti voluto che ti trattenessi, che ti gridassi aiuto, che ti invitassi a non lasciarni proprio ora, ora che mancano meno di cinque mesi alla mia esecuzione. No, io non amo chi non mi ama, perchè ho capito che è un esercizio sterile e inutile e così come ho passato questi quattro anni di reclusione a ricordarti, così trascorrerò gli ultimi quattro mesi a dimenticarti e farò in modo che il mio vuoto sia il più vertiginoso e violento possibile, affinchè un nuovo pieno, magari in extremis, fosse solo l'istante prima di salire sulla sedia elettrica, mi assista con un colpo di grazia, quello di un nuovo amore.
Grazie comunque piccola, per avermi tolto anche quest'ultima illusione, quella di essere amato da te...
Jack!
all'inizio è "Mi sono innamorato di te?" e alla fine è "Ti amo ancora?"
La risposta alla prima domanda è "Sì", se ci domandiamo se siamo innamorati di una persona conosciuta da poco significa che lo siamo almeno un poco, ma se dopo un anno o venti cominciamo a domandarci "L'amo ancora?" la risposta è quasi certamente "No".
Perchè quando si ama non si fanno domande, si vive. Le domande presuppongono un dubbio e il dubbio mal s'accorda con l'amore. L'amore per essere tale è incondizionato, perdona tutto all'amato, fino alla follia. L'amore condizionato è il tipico rapporto a due di oggi in quel confine fra affetto ed interessi, è quasi sempre promiscuo, incerto e facilmente espugnabile da un terzo... ossia l'amato.
Lo so, lo so, vi state domandando per chi sto facendo l'Alberoni della situazione, per una donna fratelli, ovviamente... e non ne farò più il nome. Una donna che mi ha scritto a voce alta domandandosi se mi amava ancora:
No tesoro, No amore, tu stai amando sempre di più te stessa e sempre meno quest'uomo che muore. Ti capisco, nulla allontana di più che la sofferenza altrui, niente crea un vuoto altrettanto vasto che l'isolamento, la sconfitta o la malattia intorno a chi come il sottoscritto sta subendo un conto alla rovescia sulla propria testa. Ma chiamandoti per l'ultima volta AMORE, anch'io che ti sono stato così fedele mi distacco da te con tutta l'energia rimasta, poca, quella appena sufficiente a dare un colpo di coda.
Lo so cara, avresti voluto che ti trattenessi, che ti gridassi aiuto, che ti invitassi a non lasciarni proprio ora, ora che mancano meno di cinque mesi alla mia esecuzione. No, io non amo chi non mi ama, perchè ho capito che è un esercizio sterile e inutile e così come ho passato questi quattro anni di reclusione a ricordarti, così trascorrerò gli ultimi quattro mesi a dimenticarti e farò in modo che il mio vuoto sia il più vertiginoso e violento possibile, affinchè un nuovo pieno, magari in extremis, fosse solo l'istante prima di salire sulla sedia elettrica, mi assista con un colpo di grazia, quello di un nuovo amore.
Grazie comunque piccola, per avermi tolto anche quest'ultima illusione, quella di essere amato da te...
Jack!
martedì 3 luglio 2007
Il viaggio

Che poi magari mi alzo...
prima che arrivi il treno, dico.
Magari ti faccio anche una giravolta
Te la faccio un'altra volta? Che dici?
Ma non farmi baciare nessuno
se no lo fermo quel treno, ci salgo su
e non scendo mica alla prima fermata.
Guarda, so tutto ormai,
so salire, so scendere,
so tirare il freno in caso di emergenza,
so anche scattare foto a ogni fermata,
così sai... "scatto primi piani eterni
per non dimenticarci"
...
Io me lo faccio tutto 'sto viaggio!
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sabato 23 giugno 2007
E' solo nella mia testa!
io + te = sarebbe "ti amo" se...
tu mi regali un po' d'allegria se giro per strada in tua compagnia
io + te = sarebbe mettiamo che...
volassimo un poco più in alto noi, fai finta di togliere IO e TE rimane più
Più di così non posso! Ho un po' di paura addosso.
Più di così più di un Sì
Più di te, più di me, più di noi, più che puoi... di più!
[Più]
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venerdì 8 giugno 2007
Chiunque tu sia!
Io ti immagino così, dietro alla tua scrivania, con in testa chissà quale idea pronta ad esser partorita e pronta a sostituire qualsiasi altro pensiero meno piacevole.
Ti immagino in pigiama a piedi nudi, rannicchiato davanti a quella scatola elettronica a leggere di chissà quali novità con il caffellatte che scotta tra le mani mentre aspetti che diventi bevibile, perchè tu sei curioso, sei "assetato di conoscenza" ed è anche per questo che oggi per l'ennesima volta mi stupirai.
Sei una sorpresa continua, niente e nessuno è più imprevedibile di te, a nessuno è permesso entrare nella tua testa, capire a cosa pensi e proprio quando cerchi di farti capire sei pronto a compiere fantastici voli pindarici per distogliere l'attenzione, per continuare a mantenere quel segreto. Chissà se sei così con tutti, ogni tanto me lo chiedo sai?
Chissà in quanti ci provano, è difficile starti dietro tanto quanto affascinante.
Tu sei quel punto di non ritorno, quando finalmente qualcuno riesce ad arrivare a te difficilmente potrà tornare indietro, che ti piaccia o no, sei così, non è facile starti accanto ma è ancora più difficile allontanarsi da te, ed è appagante ogni tuo piccolo gesto, ogni emozione che riesci a trasmettere.
Riesci a stupirmi con una risata che non mi aspettavo, con una frase alla quale puntualmente penserò tutta la notte... Cosa vorrà mai dire? E' proprio così? Riesci a stupirmi con le tue risposte secche, a volte un po' troppo secche, ma quando ci ripenso non posso fare a meno di ammettere che avevi ragione...
Riesci a farmi ridere di gusto, a farmi sorridere e a volte riesci anche a strapparmi qualche lacrima, lo ammetto! Ma non sono amare, sono quelle gonfie di gioia perchè "chi mai avrebbe potuto immaginarlo?"
E chissà se anche tu, come me, sei lì a chiederti a cosa sto pensando...
Sei il mio Yoda, non che tu assomigli a Yoda, assolutamente... ma da te ho sicuramente tanto da imparare.
Di chi sto parlando? Di te, chiunque tu sia, ma anche di nessuno, di un amico immaginario... e io lo immagino così!
Ti immagino in pigiama a piedi nudi, rannicchiato davanti a quella scatola elettronica a leggere di chissà quali novità con il caffellatte che scotta tra le mani mentre aspetti che diventi bevibile, perchè tu sei curioso, sei "assetato di conoscenza" ed è anche per questo che oggi per l'ennesima volta mi stupirai.
Sei una sorpresa continua, niente e nessuno è più imprevedibile di te, a nessuno è permesso entrare nella tua testa, capire a cosa pensi e proprio quando cerchi di farti capire sei pronto a compiere fantastici voli pindarici per distogliere l'attenzione, per continuare a mantenere quel segreto. Chissà se sei così con tutti, ogni tanto me lo chiedo sai?
Chissà in quanti ci provano, è difficile starti dietro tanto quanto affascinante.
Tu sei quel punto di non ritorno, quando finalmente qualcuno riesce ad arrivare a te difficilmente potrà tornare indietro, che ti piaccia o no, sei così, non è facile starti accanto ma è ancora più difficile allontanarsi da te, ed è appagante ogni tuo piccolo gesto, ogni emozione che riesci a trasmettere.
Riesci a stupirmi con una risata che non mi aspettavo, con una frase alla quale puntualmente penserò tutta la notte... Cosa vorrà mai dire? E' proprio così? Riesci a stupirmi con le tue risposte secche, a volte un po' troppo secche, ma quando ci ripenso non posso fare a meno di ammettere che avevi ragione...
Riesci a farmi ridere di gusto, a farmi sorridere e a volte riesci anche a strapparmi qualche lacrima, lo ammetto! Ma non sono amare, sono quelle gonfie di gioia perchè "chi mai avrebbe potuto immaginarlo?"
E chissà se anche tu, come me, sei lì a chiederti a cosa sto pensando...
Sei il mio Yoda, non che tu assomigli a Yoda, assolutamente... ma da te ho sicuramente tanto da imparare.
Di chi sto parlando? Di te, chiunque tu sia, ma anche di nessuno, di un amico immaginario... e io lo immagino così!
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Il Meglio

Non ce la farà
Niente e nessuno mai
Se soltanto lo vorrai
E lo vorrò
Senza nasconderci
Senza essere deboli
Davanti ai brutti scherzi e al pericolo
In cui forse toccherà
Quasi improvvisamente di imbattersi
Proprio allora servirà
Che ci arrabbiamo
E non permettiamo che
Nulla possa distruggere
Quello che abbiamo
Faticosamente
Costruito e non cedere
Perché non so
Immaginarmi
Niente più di così
Di ciò che ho
Avuto incontrandoti
Lieto di conoscerti
E il meglio deve ancora arrivare
Nei doni che la vita ci porterà
Il meglio è ancora tutto da fare
Sfruttando a fondo ogni opportunità
Senza subire il destino
Con tanta forza di volontà
Senza temere nessuno
Perché nessuno ci fermerà
Io ci credo sai
Credo alle favole
Credo sia possibile
Sta solo a noi
Renderlo facile
Bisogna fregarsene
Dei luoghi comuni e delle chiacchere
Di chi in fondo in fondo sa
Che per quanto si possa resistere
Prima o dopo finirà
Succede sempre
E che cosa avremo noi
Di diverso dagli altri e poi
E’ naturale che i fuochi si spengono
E le ceneri restano
Sarà così
Forse inspiegabile
Ma continua ad ardere
Il fuoco che avvolge tutti e due
di legno ne ho da vendere
E il meglio deve ancora arrivare
Nei doni che la vita ci porterà
Il meglio è ancora tutto da fare
Sfruttando a fondo ogni opportunità
Senza subire il destino
Con tanta forza di volontà
Senza temere nessuno
Perché nessuno ci fermerà
E il meglio deve ancora arrivare
Nei doni che la vita ci porterà
Il meglio è ancora tutto da fare
Sfruttando a fondo ogni opportunità
Senza subire il destino
Con tanta forza di volontà
Senza temere nessuno
Perché noi possiamo farcela...
(Il Meglio - Max Pezzali)
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venerdì 1 giugno 2007
Thinking About...
Arrivi stanca a casa la sera, mangi qualcosa al volo, ti infili sotto la doccia, hai voglia di Sting, di when we dance, di due parole sincere e con i capelli ancora un po' bagnati ti siedi davanti al pc, apri Outlook, ma non c'è niente di importante per te, apri messenger ma non ti va di rompere le scatole a nessuno, vorresti chiamare qualcuno, ma spegni il telefono, hai voglia di una serata tutta tua, ma non come le solite sere, una un po' diversa... spegni le luci, accendi quella candela profumata al muschio bianco, fingi di non esserci, sei offline per tutti e per nessuno.
Vai di là, su quel divano che una volta ti stringeva in un caldo abbraccio, accendi lo stereo e metti quel cd che ti piace tanto, quello fatto da te, hai scelto con cura quei brani, quelli che ti fanno stare bene anche se c'è un velo di malinconia che non riesci a spiegare. Non vuoi liberartene e mentre ascolti quel cantante che sembra cantare di te, del tuo passato simile a quello di tanti altri, soffochi un singhiozzo, ti versi da bere, e ricominci a pensare... ma quello che pensi è solo "Non arrenderti...", senti una lacrima scendere piano sul tuo volto e ti rannicchi sul divano come facevi da bambina quando avevi paura, allora non vuoi più pensare, prendi il libro che stai finendo di leggere, anche quello sembra parlare di te e la tua mente non si ferma, continua ad andare per la sua strada, quella strada che ti ostini a non voler seguire, sembra tutto programmato...
Tutti si aspettano qualcosa da te, un sorriso quando proprio non ce la fai a sorridere, una parola dolce quando invece sei tu ad averne bisogno, una reazione che non vuoi e non puoi accettare, un atteggiamento che non ti appartiene...
Tu sei così, sei triste e allegra allo stesso tempo, sei dolce e amara, sei la precisione e l'ambiguità, sei forte e debole, sei tu e non sei più tu.
Sei sempre al solito bivio: prendere o lasciare, ma non vuoi lasciare, hai lasciato troppe cose e non vuoi prendere perchè sai che non è prendendo che riuscirai a capire cosa vuoi davvero...
Hai bisogno di capire, devi sempre trovare una spiegazione razionale a tutto anche quando il tutto è niente. Anche quando dici "NO" perchè pensi sia giusto così, rimugini, ritiri fuori ciò che pensavi di aver nascosto bene e stai lì ore e ore a chiederti il perchè di quel no.
Ormai lo dici spesso, ti sei abituata a quella risposta proprio quando credevi di non esserne capace.
La testa inizia a pesare, gli occhi che bruciano iniziano a chiudersi, lasci scivolare il libro, lasci cantare il tuo passato, poggi la testa, speri che il suo peso diventi più leggero o almeno più sopportabile e ti abbandoni a te stessa perchè sai che è la cosa giusta da fare.
Ti risvegli, ti rimbocchi le maniche e vai avanti perchè hai ancora tanto da fare e da dare e non puoi fermarti proprio adesso, sai che non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima, ma nonostante tutto tu ci sei ancora e anche questa volta sei tu a darti lo schiaffo, il calcio, la spinta, a fissare i tuoi occhi e vedere ancora quella luce che ami così tanto.
Non sei solo Tu ad aver bisogno degli Altri... anche gli Altri hanno bisogno di Te.
Vai di là, su quel divano che una volta ti stringeva in un caldo abbraccio, accendi lo stereo e metti quel cd che ti piace tanto, quello fatto da te, hai scelto con cura quei brani, quelli che ti fanno stare bene anche se c'è un velo di malinconia che non riesci a spiegare. Non vuoi liberartene e mentre ascolti quel cantante che sembra cantare di te, del tuo passato simile a quello di tanti altri, soffochi un singhiozzo, ti versi da bere, e ricominci a pensare... ma quello che pensi è solo "Non arrenderti...", senti una lacrima scendere piano sul tuo volto e ti rannicchi sul divano come facevi da bambina quando avevi paura, allora non vuoi più pensare, prendi il libro che stai finendo di leggere, anche quello sembra parlare di te e la tua mente non si ferma, continua ad andare per la sua strada, quella strada che ti ostini a non voler seguire, sembra tutto programmato...
Tutti si aspettano qualcosa da te, un sorriso quando proprio non ce la fai a sorridere, una parola dolce quando invece sei tu ad averne bisogno, una reazione che non vuoi e non puoi accettare, un atteggiamento che non ti appartiene...
Tu sei così, sei triste e allegra allo stesso tempo, sei dolce e amara, sei la precisione e l'ambiguità, sei forte e debole, sei tu e non sei più tu.
Sei sempre al solito bivio: prendere o lasciare, ma non vuoi lasciare, hai lasciato troppe cose e non vuoi prendere perchè sai che non è prendendo che riuscirai a capire cosa vuoi davvero...
Hai bisogno di capire, devi sempre trovare una spiegazione razionale a tutto anche quando il tutto è niente. Anche quando dici "NO" perchè pensi sia giusto così, rimugini, ritiri fuori ciò che pensavi di aver nascosto bene e stai lì ore e ore a chiederti il perchè di quel no.
Ormai lo dici spesso, ti sei abituata a quella risposta proprio quando credevi di non esserne capace.
La testa inizia a pesare, gli occhi che bruciano iniziano a chiudersi, lasci scivolare il libro, lasci cantare il tuo passato, poggi la testa, speri che il suo peso diventi più leggero o almeno più sopportabile e ti abbandoni a te stessa perchè sai che è la cosa giusta da fare.
Ti risvegli, ti rimbocchi le maniche e vai avanti perchè hai ancora tanto da fare e da dare e non puoi fermarti proprio adesso, sai che non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima, ma nonostante tutto tu ci sei ancora e anche questa volta sei tu a darti lo schiaffo, il calcio, la spinta, a fissare i tuoi occhi e vedere ancora quella luce che ami così tanto.
Non sei solo Tu ad aver bisogno degli Altri... anche gli Altri hanno bisogno di Te.
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